18/03/2010

2° post

...Da ogni cima sono disceso in fretta. Non è che un termine di passi la scalata, una metà di viaggio. Solo sull'Epomeo mi sono fermato, steso a chiudere gli occhi sotto il cielo orologiaio della notte, che perdeva olio dagli ingranaggi a ruota delle stelle. La guazza dell'alba sui panni era unta di loro. Da lassù ho imparato che il più vasto orizzonte si ottiene da un punto stretto. Così la profezia, una lungimiranza, viene da un accecamento. Luigi, orbo, di notte intuiva prima di me la comitiva: "Stanno saglienno, Erri'".

......E' stata maestra l'isola e il suo monte. Contenevano solitudini spaziose che allargavano il respiro, profezie sudate da asciugare al buio, borbottate da un oste a un ragazzo ammutolito dal vino.
Quando ci torno non chiedo di sapere altro dell'isola. Faccio con lei un gioco diverso, le ordino di essere uguale a come era. E lei fattucchiera, mi esaudisce. Basta un balcone arruginito, una barca da pesca sulla spiaggia, una lampara spenta tra le nasse: al resto penso io che gioco visionario e perciò scrivo.


da "L'isola è una conchiglia" - Erri De Luca


09:53 Scritto da: fiomonte in libri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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